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Thelocactus

Specie note

Thelocactus bicolorThelocactus bicolorLa pianta simbolo del genere, nota come «gloria del Texas»: spine bicolori rosa e giallo su un corpo verde-bluastro coperto di tubercoli, fiori magenta vivido e un areale chihuahuano esteso dal Texas meridionale fino a Coahuila e San Luis Potosí.Thelocactus hexaedrophorusThelocactus hexaedrophorusCorpo grigio-bluastro dalle forme geometriche, con tubercoli esagonali e brevi spine bianche: il punto di riferimento del genere per i collezionisti che cercano un esemplare scultoreo più che una pianta da fiore.Thelocactus rinconensisThelocactus rinconensisSpecie coahuilana appiattita e a cupola bassa, con spinatura fitta; le sottospecie riconosciute (nidulans, lophothele, hintonii) alimentano una nicchia di collezionismo molto specializzata all’interno di un solo nome.Thelocactus macdowelliiThelocactus macdowelliiSpecie a «palla di neve», densamente coperta di spine bianche, originaria di Coahuila e Nuevo León; il corpo resta nascosto sotto un manto uniforme di spinatura bianca e la specie è una presenza fissa nei cataloghi specializzati.Thelocactus setispinusThelocactus setispinusUn tempo Hamatocactus setispinus, nome sotto cui viene ancora venduta: spina centrale uncinata, fiori giallo brillante e profumati con la gola rossa, la specie più accessibile del genere per chi inizia a collezionarlo.Thelocactus tepelmemensisThelocactus tepelmemensisDescritta nel 2018 da una piccola località oaxacana vicino a Tepelmeme Villa de Morelos: la specie di più recente accettazione nel genere e la scoperta più ambita nella recente letteratura Cactáceae.

Che cos’è Thelocactus e come si riconosce?

Thelocactus è un genere di circa 13 specie (Kew POWO) originario del Deserto di Chihuahua e delle sue zone limitrofe, con un areale che va dal Texas meridionale attraverso gli altopiani calcarei del Messico nordorientale fino a un’unica località periferica in Oaxaca. Il genere appartiene alla tribù Cacteae insieme a Mammillaria, Turbinicarpus e Ariocarpus. I caratteri diagnostici sono i tubercoli prominenti e ben definiti disposti sulle coste (il nome deriva dal greco thele, capezzolo), un solco che dall’areola corre verso l’ascella di ciascun tubercolo (il solco fiorale) e fiori che emergono in prossimità dell’apice. L’epidermide cerosa, spesso grigio-bluastra o grigio-verde, l’affinità calcicola per i substrati calcarei e i grandi fiori diurni magenta, rosa o bianchi distinguono il genere a colpo d’occhio. T. setispinus è l’eccezione: presenta coste ondulate anziché tubercoli distinti e una spina centrale uncinata, caratteri che hanno alimentato il dibattito sulla sua collocazione nel genere.

Dove cresce Thelocactus allo stato selvatico?

L’areale principale è il Deserto di Chihuahua, nel Messico nordorientale, concentrato negli stati di Coahuila, Nuevo León, San Luis Potosí, Tamaulipas e Zacatecas, con popolazioni periferiche segnalate a Durango, Guanajuato, Jalisco e Aguascalientes. T. bicolor si spinge a nord fino al Texas meridionale, il che ne fa il rappresentante più settentrionale del genere e una delle pochissime specie condivise tra Stati Uniti e Messico. T. tepelmemensis, descritta a partire da esemplari di Oaxaca nel 2018, è la stazione più meridionale del genere e si trova al di fuori del Deserto di Chihuahua propriamente detto, crescendo sulle pareti calcaree dei canyon all’interno della Riserva della Biosfera di Tehuacán-Cuicatlán. L’altitudine del genere varia dal livello del mare, nelle pianure tamaulipane dove cresce T. setispinus, fino a oltre 2,000 m nelle sierre calcaree di Coahuila.

Quanto crescono le specie di Thelocactus?

La maggior parte delle specie ha dimensioni da compatte a medie, ben gestibili da un collezionista su un unico bancale da serra. T. hexaedrophorus è la più appiattita: raggiunge 3 a 10 cm di altezza ma si allarga fino a 15 cm o più di diametro, decisamente più larga che alta. T. bicolor è la più alta tra le specie comunemente coltivate, con un corpo ovoidale che nel corso di molti anni raggiunge 8 a 20 cm di altezza e 5 a 15 cm di larghezza. T. macdowellii resta più piccola: una pianta sferica che in coltivazione raramente supera i 10 cm di diametro. T. rinconensis è una cupola piatta e massiccia che arriva a 12 a 20 cm di diametro ma solo 6 a 8 cm di altezza. Tutte le specie crescono lentamente: le dimensioni da fioritura richiedono da tre a sei anni da seme per le specie più rapide, e un decennio o più per quelle più rare.

Come sono i fiori di Thelocactus?

I fiori sono grandi rispetto al corpo della pianta, diurni e restano tipicamente aperti per due a quattro giorni consecutivi. T. bicolor produce fiori magenta-rosa vivido larghi 55 a 80 mm, con gola rosso intenso e un ciuffo di stami giallo al centro: la fioritura che le è valsa il nome comune di gloria del Texas. T. macdowellii e T. rinconensis (in alcune sottospecie) fioriscono in modo simile, in tonalità magenta. T. hexaedrophorus è all’estremo opposto: fiori da bianchi a rosa pallido, larghi 5 a 10 cm, grandi rispetto alle dimensioni della pianta ma dal colore tenue. T. setispinus si distingue nel genere: fiori giallo brillante con gola rossa, profumati, che compaiono più volte durante la stagione di crescita anziché in un’unica fioritura. In tutto il genere i fiori emergono in prossimità dell’apice e non sono erompenti lateralmente dal fusto (il carattere che distingue Echinocereus).

Quanto è resistente al freddo Thelocactus?

Il genere Thelocactus tollera il freddo secco meglio di quanto la maggior parte dei collezionisti si aspetti, ma il freddo umido, a qualsiasi temperatura, resta il rischio principale. Le specie del Deserto di Chihuahua, tra cui T. bicolor e T. hexaedrophorus, tollerano brevi esposizioni a secco fino a −7°C. T. rinconensis e T. macdowellii, originarie delle sierre calcaree di Coahuila e Nuevo León, sono valutate in modo simile: mantenute completamente asciutte, brevi gelate tra −5 e −7°C non causano danni. T. setispinus, originaria delle pianure tamaulipane, è la più sensibile al gelo del genere e va tenuta sopra lo zero in qualsiasi condizione. Anche T. tepelmemensis, del canyon oaxacano, va tenuta al riparo dal gelo. Un minimo pratico e sicuro per il genere nel suo complesso, in condizioni di secco, è 0°C: le specie di altopiano più resistenti tollerano temperature inferiori, mentre le specie di pianura richiedono una serra riscaldata.

Di quale substrato ha bisogno Thelocactus in coltivazione?

La maggior parte delle specie di Thelocactus è calcicola e cresce su pendii e affioramenti calcarei nel Deserto di Chihuahua. Il mix di base usato su questo sito è 35% pomice, 15% roccia lavica, 10% zeolite, 10% graniglia di granito, 15% calcare frantumato, 5% graniglia di silice e 10% humus di lombrico (90% inorganico / 10% organico complessivo). La quota elevata di calcare riflette il substrato alcalino e calcareo che la maggior parte delle specie occupa in natura. T. setispinus è l’eccezione: il suo substrato nativo, un terreno argilloso-limoso di pianura tamaulipano, differisce dal detrito calcareo delle specie sorelle, e la quota di calcare va ridotta a favore di una componente organica più consistente. La profondità del vaso è importante per T. hexaedrophorus, che sviluppa un fittone robusto e richiede un contenitore più profondo rispetto al resto del genere. Tutte le specie necessitano di un drenaggio completo entro 30 minuti dall’irrigazione.

È legale possedere Thelocactus?

Thelocactus è incluso nel CITES Appendix II come parte della classificazione generale della famiglia Cactaceae, quindi il trasferimento di qualsiasi specie oltre confine richiede la documentazione di esportazione CITES del paese d’origine. Nessuna specie di Thelocactus è soggetta a una classificazione federale statunitense specifica ai sensi dell’ESA. Secondo la legge federale messicana (NOM-059-SEMARNAT-2010), T. hexaedrophorus è classificata nella categoria più alta (Peligro de extinción, P), a riflettere la pressione sulle popolazioni selvatiche messicane; le piante propagate in vivaio non sono interessate da questa classificazione. Le piante coltivate in vivaio di tutte e sei le specie trattate qui sono legali da acquistare, vendere e coltivare negli Stati Uniti, in Canada, nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Australia. La raccolta selvatica dall’habitat nativo è vietata.

Perché T. bicolor è chiamata «gloria del Texas»?

Il nome comune fa riferimento sia all’areale della pianta sia al suo aspetto. Thelocactus bicolor è una delle due specie di cactus native del Texas meridionale che compaiono regolarmente lungo le strade e nel deserto aperto accanto al Rio Grande. Il colore delle spine è l’elemento chiave: le spine nuove emergono rosso intenso dall’areola e con il tempo virano dall’arancio-ocra al giallo paglierino, dando a ogni pianta una spinatura a bande bicolori che l’epiteto specifico codifica (dal latino bicolor, due colori). In primavera le piante producono all’apice un anello di fiori magenta vivido, ciascuno largo 5 a 8 cm, che contrastano nettamente con la spinatura bicolore. La Royal Horticultural Society le ha assegnato l’Award of Garden Merit, a conferma della sua adattabilità in coltivazione al di fuori del suo areale nativo. Nessun’altra specie del genere unisce il profilo geografico, la spinatura vistosa e il colore dei fiori che hanno reso T. bicolor il rappresentante più riconosciuto del genere.

Risali all’origine selvatica di qualsiasi esemplare nel nostro database dei numeri di campo di Thelocactus.