Thelocactus
Specie Conosciute
Cos’è Thelocactus e come si riconosce?
Thelocactus è un genere di circa 13 specie (Kew POWO) originario del Deserto Chihuahuano e delle sue zone limitrofe, con un areale che va dal Texas meridionale, attraverso gli altopiani calcarei del Messico nordorientale, fino a un’unica località isolata in Oaxaca. Il genere appartiene alla tribù Cacteae insieme a Mammillaria, Turbinicarpus e Ariocarpus. I caratteri diagnostici sono i tubercoli prominenti e ben definiti disposti sulle costole (il nome deriva dal greco thele, capezzolo), un solco che va dall’areola verso l’ascella su ciascun tubercolo (il solco fiorale) e fiori che emergono in prossimità dell’apice. L’epidermide cerosa, spesso grigio-azzurra o verde-grigia, l’affinità calcicola per il substrato calcareo e i grandi fiori diurni magenta, rosa o bianchi distinguono il genere a colpo d’occhio. T. setispinus è l’eccezione: presenta costole ondulate anziché tubercoli distinti e una spina centrale uncinata, caratteri che hanno alimentato il dibattito sulla sua collocazione nel genere.
Dove cresce Thelocactus allo stato selvatico?
L’areale principale è il Deserto Chihuahuano del Messico nordorientale, concentrato negli stati di Coahuila, Nuevo León, San Luis Potosí, Tamaulipas e Zacatecas, con popolazioni periferiche segnalate in Durango, Guanajuato, Jalisco e Aguascalientes. T. bicolor si spinge a nord fino al Texas meridionale, il che lo rende il rappresentante più settentrionale del genere e una delle pochissime specie condivise tra Stati Uniti e Messico. T. tepelmemensis, descritta a partire da esemplari di Oaxaca nel 2018, è il record più meridionale del genere e cresce al di fuori del Deserto Chihuahuano vero e proprio, su pareti calcaree di canyon all’interno della Riserva della Biosfera di Tehuacán-Cuicatlán. L’escursione altitudinale del genere va da quasi il livello del mare, nelle pianure tamaulipeche dove cresce T. setispinus, fino a oltre 2.000 m sulle sierre calcaree del Coahuila.
Quanto crescono le specie di Thelocactus?
La maggior parte delle specie ha dimensioni da compatte a medie, ben entro la misura gestibile da un collezionista su un solo bancale di serra. T. hexaedrophorus è la più appiattita, con un’altezza di 3-10 cm ma un diametro che può superare i 15 cm: è decisamente più larga che alta. T. bicolor è la più alta tra le specie comunemente coltivate, con un corpo ovoidale che raggiunge, nel corso di molti anni, 8-20 cm di altezza e 5-15 cm di larghezza. T. macdowellii resta più piccola: una pianta sferica che in coltivazione raramente supera i 10 cm di diametro. T. rinconensis è una cupola piatta e massiccia che raggiunge 12-20 cm di diametro ma solo 6-8 cm di altezza. Tutte le specie crescono lentamente: la taglia da fioritura richiede dai tre ai sei anni da seme per le specie più rapide e anche un decennio o più per quelle più rare.
Come sono i fiori di Thelocactus?
I fiori sono grandi rispetto al corpo della pianta, diurni e in genere restano aperti per due-quattro giorni consecutivi. T. bicolor produce fiori magenta-rosa intenso larghi 55-80 mm, con gola rosso scuro e un ciuffo di stami gialli al centro: la fioritura che gli è valsa il nome comune di gloria del Texas. T. macdowellii e T. rinconensis (in alcune sottospecie) fioriscono in modo simile, in magenta. T. hexaedrophorus rappresenta l’estremo opposto: fiori da bianchi a rosa pallido, larghi 5-10 cm, grandi rispetto alle dimensioni della pianta ma dal colore delicato. T. setispinus si distingue nettamente nel genere: fiori giallo brillante con gola rossa, profumati, che compaiono più volte nel corso della stagione di crescita anziché in un’unica fioritura. In tutto il genere, i fiori emergono in prossimità dell’apice e non sono erompenti dal lato del fusto (il carattere che separa Echinocereus).
Quanto è resistente al freddo Thelocactus?
Il genere Thelocactus sopporta il freddo secco meglio di quanto si aspetti la maggior parte dei collezionisti, ma il freddo umido, a qualsiasi temperatura, resta il rischio principale. Le specie del Deserto Chihuahuano, tra cui T. bicolor e T. hexaedrophorus, tollerano brevi esposizioni a secco fino a −7°C. T. rinconensis e T. macdowellii, originarie delle sierre calcaree di Coahuila e Nuevo León, sono valutate in modo simile: mantenute completamente asciutte, brevi gelate tra −5 e −7°C non causano danni. T. setispinus, originaria delle pianure tamaulipeche, è la più sensibile al gelo nel genere e va tenuta sopra lo zero in ogni condizione. Anche T. tepelmemensis, originaria del canyon di Oaxaca, va tenuta al riparo dal gelo. Una soglia minima pratica e sicura per il genere nel suo complesso, in condizioni di secco, è 0°C; le specie di altopiano più resistenti tollerano temperature inferiori, mentre quelle di pianura richiedono una serra riscaldata.
Che substrato serve a Thelocactus in coltivazione?
La maggior parte delle Thelocactus è calcicola e cresce su pendii e affioramenti calcarei nel Deserto Chihuahuano. Il substrato di base del genere usato su questo sito è composto da 35% pomice, 15% roccia lavica, 10% zeolite, 10% graniglia di granito, 15% calcare frantumato, 5% graniglia di silice e 10% humus di lombrico (90% inorganico / 10% organico nel complesso). La quota elevata di calcare riflette il substrato calcareo alcalino che la maggior parte delle specie occupa in natura. T. setispinus è l’eccezione: il suo substrato nativo, argilloso-limoso di pianura in Tamaulipas, differisce dal ghiaione calcareo delle specie sorelle, e la quota di calcare va ridotta a favore di una componente organica più consistente. La profondità del vaso è importante per T. hexaedrophorus, che sviluppa un fittone robusto e richiede un contenitore più profondo rispetto al resto del genere. Tutte le specie hanno bisogno di un drenaggio completo entro 30 minuti dall’irrigazione.
È legale possedere Thelocactus?
Thelocactus è incluso nel CITES Appendix II come parte dell’inserimento generale della famiglia Cactaceae, quindi il movimento transfrontaliero di qualsiasi specie richiede la documentazione di esportazione CITES del paese d’origine. Nessuna specie di Thelocactus ha un inserimento federale ESA statunitense specifico per la specie. Ai sensi della legge federale messicana (NOM-059-SEMARNAT-2010), T. hexaedrophorus è classificata nella categoria più alta (Peligro de extinción, P), a riflettere la pressione demografica sulle piante selvatiche messicane; le piante propagate in vivaio non sono interessate da questa classificazione. Le piante coltivate in vivaio di tutte le sei specie trattate qui sono legali da acquistare, vendere e coltivare negli Stati Uniti, in Canada, nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Australia. La raccolta in natura dall’habitat nativo è vietata.
Perché T. bicolor è chiamata “gloria del Texas”?
Il nome comune fa riferimento sia all’areale della pianta sia al suo aspetto. Thelocactus bicolor è una delle due specie di cactus native del Texas meridionale che compaiono regolarmente lungo le strade e nel deserto aperto lungo il Rio Grande. Il colore delle spine è l’elemento chiave: le spine nuove emergono rosso intenso dall’areola e con il tempo virano dall’arancio ocra al giallo paglierino, conferendo a ogni pianta una spinescenza a bande bicolori, il carattere che l’epiteto specifico codifica (dal latino bicolor, due colori). In primavera le piante producono all’apice una corona di fiori magenta vivace, larghi 5-8 cm ciascuno, che contrastano nettamente con la spinescenza bicolore. La Royal Horticultural Society le ha assegnato l’Award of Garden Merit, a conferma della sua adattabilità in coltivazione al di fuori del suo areale nativo. Nessun’altra specie del genere riunisce il profilo geografico, la spinescenza e il colore dei fiori che hanno reso T. bicolor il rappresentante più riconosciuto del genere.






